Oggi vorrei raccontarvi di come è nata la mia storia d’amore con un bellissimo cane di nome Mahè, un “terribile” Amstaff che da mesi ha aggiunto il suo tocco di colore alle mie giornate.

Ogni storia d’amore è unica nel suo genere, travagliata, difficile, sofferta, ma con un meraviglioso lieto fine. Il nostro primo incontro è avvenuto grazie a Facebook, nei primi mesi dello scorso anno. Ero capitato su una pagina fb di cani in cerca di una famiglia, di una nuova vita, e la vidi… L ‘attenzione mi cadde su di Lei, aveva circa sei anni, sfruttata malamente come fattrice per i primi cinque anni della sua vita e poi abbandonata al suo triste destino in gabbia. E’ cosi giunta al Canile Comunale di Palermo, nel quale è rimasta per più di un anno.

Affetta da Leishmaniosi e con un problema cutaneo cronico, mi innamorai subito di Lei. Mi misi in contatto per avere informazioni per l’adozione.

Fummo fortunati perché la ragazza che in quel momento si occupava di Mahè fu molto efficiente, e dopo aver avuto le dovute garanzie ed essersi accertata su chi fossimo e soprattutto se fossimo in grado di occuparci della piccola, preparò la documentazione necessaria per l’ adozione del cane, ed insieme ci occupammo della sua partenza.

Arrivò a Roma dopo un viaggio di quasi dodici ore e, quando scese dal furgone, fu amore a prima vista per me e mia moglie. Era da subito evidente che fosse un cane dolcissimo, equilibrato e con una montagna di affetto da dare, gioia pura. I primi sette mesi li ha trascorsi qui, nella mia Pensione per cani, per farle godere l’aria aperta, il prato verde, le coccole, ma soprattutto la libertà che per lungo tempo le era stata negata. Abbiamo cercato di viziarla in ogni cosa dal cuscino caldo alle corse, ai giochi con la palla, alle coccole quotidiane.

Dopo poco tempo, non abbiamo resistito e l’abbiamo portata a casa. Ormai vive con noi da cinque mesi e non potremmo immaginare una vita senza di lei.

È una presenza tante volte discreta, altre allegra ed irruenta, educata ed affettuosa, la “sorella” per nostro figlio.

E’ incredibile come, nonostante una vita sicuramente “non facile”, Mahè sia rimasta inguaribilmente fiduciosa verso il prossimo, un cane amante dell’uomo e degli altri animali, curiosa ed ingenuamente buona verso tutti; questo è uno dei motivi per cui ho deciso di dedicare la mia vita ai cani: non negano mai una seconda possibilità, sono anime pure.

Le quotidiane passeggiate per Lei rappresentano principalmente un’occasione per fare nuove amicizie e qui torno ad uno degli argomenti che più mi stanno a cuore, l’adozione dei cani adulti nei canili.

E’ importante sfatare la convinzione che un cane adulto preso in canile possa rappresentare più un problema che una gioia nella convivenza, che non sia capace di seguire delle regole educative, che sia difficile da gestire… non è assolutamente così, anzi.

Siate coraggiosi, siate generosi, abbracciate ed accogliete una gioia nella vostra vita, regalate un sogno a coloro che non hanno voce ma solo una coda scodinzolante, ed il sogno saranno loro a regalarlo a voi

bulldog francese

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